| STORIA |
| Gli albori |
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Il 15
marzo del 1927 nasce la Jesina: ne dà notizia, con una certa enfasi il
“Corriere Adriatico”: parte da qui la lunga storia di una squadra che
ha fatto
trepidare, gioire, soffrire, intere generazioni di jesini. Il primo
campionato,
in tutto e per tutto paragonabile all’attuale campionato di Eccellenza,
vale a
dire il torneo di III Divisione, vede la Jesina esordire con un rotondo
ed
inconsueto 6-6 sul campo di Fano, il 27 novembre 1927; ironia della
sorte, sarà
proprio il Fano la più assidua avversaria, negli anni futuri:
incontrerà la
Jesina per ben 65 volte.
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| Il periodo bellico |
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Il
primo
campionato di una certa importanza al quale partecipa la Jesina è
quello di I
Divisione, più o meno l’attuale serie C/1. Sono anni, quelli a partire
dal
campionato 1933/34, che vedono la squadra protagonista, ed avversaria
temuta, su
ribalte importanti: la squadra si fa conoscere e rispettare sui campi
di
Venezia, Vicenza, Udine, Padova, Treviso, Mantova, ed ogni volta in cui
non
porta a casa punti, se ne ritorna indietro con i complimenti dei
giornali
locali. È una squadra costituita essenzialmente da giocatori del posto,
con
l’innesto di elementi che si sono distinti in altre squadre
marchigiane; il
passaggio al professionismo è ancora piuttosto lontano, al massimo la
società
può permettersi il lusso di qualche rimborso spese o qualche merenda in
alcune
trasferte. Anche i tifosi si arrangiano come possono: ci si sposta con
i mezzi
a disposizione, perfino ammassati nel cassone di qualche camion
rimediato
all’ultimo momento. Dopo 7 anni ininterrotti in Serie C/1, ecco le
prime delusioni.
Il Paese si avvicina a quello che sarà uno dei suoi più brutti periodi,
la
seconda guerra mondiale; in giro di quattrini ce ne sono pochi,
figuriamoci per
lo sport ed il calcio, e Jesi non fa certo eccezione. La stagione
1939/40
finisce peggio di come era cominciata con un ritiro anticipato dal
campionato,
dopo un autentico rovescio subito in casa dall’Arezzo, 0-4. È il 17
marzo del
1940; una settimana dopo la squadra è attesa a S.Giovanni Valdarno, ma
invano.
Ha rinunciato alla trasferta ed alla prosecuzione del campionato.
L’Italia sarà
in guerra dopo meno di tre mesi.
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| Il dopoguerra |
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Finita
la
guerra rinasce la voglia di vivere, di pensare al domani, si comincia a
contare
e rimettere insieme i cocci. Così giocare al calcio diventa quasi una
necessità: è l’occasione per ripensare al divertimento, per
riabbracciare
vecchi compagni di gioco tornati dalla guerra. Insomma, la Jesina
rinasce
presto dalle sue stesse ceneri ed il ritorno in serie C è immediato.
Dopo 2
stagioni, una riforma del campionato la riporta nel campionato di
Promozione
(l’attuale serie D), ma non per molto: i Leoncelli vincono di nuovo il
campionato, superando poi l’Aquila per 2-0 nello spareggio di Foligno
(3 luglio
1949 - doppietta di Belelli), tornando dopo un solo anno in serie C.
Sono 3
stagioni molto belle, un ciclo nel quale la Jesina incontra formazioni
che
prima o poi arriveranno ai massimi livelli: Sambenedettese, Siena,
Cagliari,
Arezzo, Perugia, Ternana, Empoli, oltre alla rivale di sempre,
l’Anconitana.
Un’altra riforma dei campionati, nonostante la squadra abbia chiuso al
12°
posto, riporta la Jesina in IV Serie e stavolta la risalita deve essere
rimandata,
anzi, per la verità, per effetto di una retrocessione, stavolta
maturata sul
campo, i Leoncelli si ritrovano in Promozione Regionale, chiudendo un
ciclo
durato 10 anni.
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| Gli anni '60 e '70 |
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Certo,
dopo essersi misurata anni ed anni con squadre di mezza Italia, fa una
certa
impressione vedere la Jesina impegnata con formazioni come Ferris
Ancona, Robur
San Benedetto, Pro Calcio Ascoli, Cantieri Ancona: la Jesina riesce
davvero a
dare un calcio al presente, proiettandosi ancora verso un futuro ricco
di
successi. Certo, non sarà sempre facile: le varie società che si
succederanno
saranno sempre alle prese con problemi di bilancio, tranne un paio di
felici
parentesi, ma una volta tornata in IV Serie, la Jesina sarà presente
per 22
anni consecutivi, tra i semi-professionisti (un termine usati fino agli
anni ’70)
tra serie C e serie D. Ci sarà spazio per riprendersi la serie C, al
termine di
un interminabile duello con il Città di Castello (64/65), risoltosi
solo
all’ultima giornata: sono gli anni della breve, ma fortunata gestione
dell’Ing.
Sommariva, Amministratore Delegato della Sima, che, oltre che
riconquistare la
serie C, riporta la Jesi calcistica a rivivere entusiasmi da qualche
tempo
sopiti. Sono 4 anni che si chiudono con un ritorno in serie D, e con
l’inizio
di un periodo tra i più tormentati per il calcio cittadino,
contraddistinto, da
quel momento in avanti, da una crisi economica sempre più radicata,
nonostante
i differenti proclami della società. Sta di fatto che al termine del
campionato
75/76 la Jesina sprofonda nei campionati regionali. Occorreranno 3 anni
di fila
in Promozione per rivedere il sereno: ma non sono 3 anni gettati al
vento,
tutt’altro.
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| La grande jesina |
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Nasce
una
nuova società, che si potenzia anno dopo anno, la Jesina torna in serie
D alla
fine del campionato 1979/80, poi ancora due anni in serie D, ed arriva
il
momento della C/2. E non sarà una vittoria di campionato qualsiasi: la
Jesina
conquista la promozione dopo uno spareggio finito ai tempi
supplementari con il
Riccione (7 giugno ‘81), ad Arezzo. E’ già la Jesina di Leopoldo
Latini, quella
che, appena tre anni dopo, sarà promossa in C/1, per misurarsi con
squadre del
calibro di Spal, Modena, Brescia, Vicenza, Pistoiese, Piacenza,
Livorno. Ed è
anche la Jesina che riesce a trascinare ad Arezzo non meno di 6.000
persone, a
Cattolica 3 anni dopo, per la promozione in C/1, almeno 3.000 persone,
che in
quell’unico campionato di C/1, riesce a toccare, nel rinnovato stadio
Comunale,
il tutto esaurito.
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| Gli anni '90 |
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Poi
un ventennio
pieno di alti e bassi, dal dopo-Latini in poi: prima alcuni anni in C/2
nell’anonimato, una doppia retrocessione dalla C/2 all’Eccellenza nel
1991 per
la mancanza di un immediato trapasso societario. Quindi l’ultima
vittoria di
campionato in assoluto nella stagione 93/94 quando la società del
presidente
Carzedda, riuscì a recuperare quella serie D che pure le sarebbe
spettata di
diritto 3 anni prima. Ed ancora una serie D perduta a tavolino al
termine di un
triennio contraddistinto probabilmente dalla più scellerata gestione
societaria
di tutti i tempi.
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| La storia di oggi |
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Tre
anni
fa, ad un passo dal fallimento, la famiglia Bocchini ha rilevato la
proprietà
della Jesina, garantendo un futuro al calcio cittadino e restituendo
ambizioni
e credibilità alla società biancorossa. Dopo una finale di play off
persa con
la Vigor Senigallia ed un secondo posto nel campionato di Eccellenza
05/06, il
nuovo progetto si è aperto ad altri imprenditori jesini, che hanno
saputo
portare in società idee e risorse nuove. Dalla “Jesinità” e dai giovani
cresciuti nei vivai di Jesi e della Vallesina, ripartiamo verso un
futuro degno
della nostra storia.
Il campionato 2007/2008 si è concluso con il secondo posto in campionato, la successiva stagione 2008/2009 è culminata con la vittoria della prima Coppa Italia della storia della società biancorossa, dopo la vittoria nella finale di Fermo con il Piano San Lazzaro. |