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STORIA
Probabilmente in quel lontano 1965, Gianni Rossetti, Carlo Barchiesi, Primo Novelli, i fondatori dell'Aurora Basket, non potevano prevedere un futuro così pieno di successi per la loro "creatura". Erano gli anni in cui la maggiore società di basket cittadina, la Springoil del compianto Ottorino Apolloni (in memoria del quale si disputa un torneo pre-campionato), aveva appena sfiorato la promozione in serie A, ma si era sciolta per sopravvenuti problemi economici. Nasce così immediata l'esigenza di restituire il basket alla città di Jesi. Il primo sasso lo scaglia don Roberto Vigo, lo stesso che ha visto crescere nel campo della sua parrocchia il calciatore Roberto Mancini, il quale propone a Gianni Rossetti di fondare una sezione dedicata alla pallacanestro, all'interno della polisportiva Aurora. Nasce così ufficialmente l'Aurora Basket, dirigenti, appunto, Rossetti, Barchiesi e Novelli, presidente Mario Gherardi. Il primo campionato della storia, stagione 1965/66, vede l'Aurora impegnata in 1° Divisione regionale, fino al salto in Promozione, che avverrà tre anni dopo. I primi anni vedono una lenta, ma graduale crescita a livello societario, entrano nel gruppo altri personaggi, arrivano i primi sponsor, nasce un settore giovanile. Di pari passo cresce la squadra ed arrivano risultati sempre migliori. Non sono neanche passati 10 anni dalla sua nascita, che l'Aurora, conquista la promozione in serie D (1973/74) e da quel momento in poi non lascerà più i campionati a carattere nazionale. In quei primi anni di serie D la squadra sarà ospite del Club Scherma Jesi, quello degli olimpionici Cerioni, Trillini, Vezzali per intenderci, fino alla costruzione di una palestra di proprietà, nelle vicinanze del campo di calcio di S.Sebastiano, in via del Prato. Pochi anni di gavetta, un paio di promozioni sfiorate e, nel campionato 79/80, l'Aurora centra un nuovo salto di categoria, salendo in C/2, con una squadra che nasce da un mix perfetto tra giocatori locali ed elementi provenienti da categorie superiori, come Giovannini, Carnevali e Castelli arrivati dal Fabriano e Paccapelo (poi divenuto consigliere federale F.I.P.) arrivato dalla Lineaerre Pesaro. La prima esperienza in C/2 si chiude con la partecipazione alla poule C/1, ma al di là del risultato, la promozione andrà al Montegranaro, la società capisce che è arrivato il momento di "osare" e di porsi obiettivi ancor più ambiziosi. Il basket si sta infatti conquistando uno spazio rilevante nel panorama sportivo cittadino, e soprattutto può contare su un pubblico oramai consolidato. L'anno successivo l'Aurora arriva a sfiorare la C/1, sconfitta in un girone di spareggio a tre che si tiene nella cittadina laziale di Formia, dal Barcellona, l'attuale Messina. L'appuntamento con la C/1 è però rinviato di sole due stagioni (1983/84) dopo un campionato iniziato senza sponsor e con programmi ridotti, ma culminato con un crescendo di risultati che porterà la squadra a chiudere al 2° posto in classifica e superare, nei play-off finali la corregionale formazione del Matelica. La prima C/1 vedrà purtroppo la squadra, inserita in un girone di ferro, chiudere il campionato all'ultimo posto, ed il ritorno in C/2, l'anno successivo, culminerà con una seconda, ma stavolta incredibile retrocessione consecutiva, che riporterà la squadra al punto di partenza. Ancora una volta la società si trova di fronte ad una decisione storica: mollare tutto o ripartire con rinnovate ambizioni. La strada più difficile è certamente la seconda, ma si riparte. Si sceglie come campo di gioco l'attuale palasport, si potenzia ulteriormente la struttura societaria, entrano forze economiche nuove, nasce persino un house organ, "Basket notizie", curato dal giornalista Gianni Angelucci. Il purgatorio in serie D, perché di purgatorio si tratta, dura ben 4 anni, ma alla fine la squadra assapora di nuovo la serie C (stagione 1989/90).

I primi 2 anni sono di assestamento, poi, all'inizio del campionato 92/93, avviene un fatto che segnerà positivamente la storia futura del basket iesino; l'Aurora lega il suo nome ad un nuovo sponsor, la Sicc cucine. Il titolare della Sicc, Alfiero Latini, non tarda a manifestare le sue ambizioni: oltre a richiedere una impostazione più manageriale della società, non si accontenta di una modesta serie C, tanto che dopo due stagioni senza troppi risultati, al terzo tentativo si decide che è il momento di salire ancora. Un'altra scelta importante è di carattere tecnico, si decide di ingaggiare un coach giovane ed emergente, Alessio Baldinelli, con il quale viene costruito un gruppo di giocatori con i quali costruire qualcosa di importante. Quando lo stesso Latini, alla presentazione della squadra, promette il derby contro Fabriano nel giro di tre anni, pochi si rendono conto che il sogno diventerà realtà.

Ed in effetti l'Aurora e la Sicc compiranno un irripetibile triplo salto, fino a conquistare l'A/2 al termine della stagione 96/97, battendo nei play-off finali la Gaverina Bergamo di coach Recalcati. La promozione contro i lombardi arriva in sole due gare, grazie al successo di gara-1 in trasferta (71-77) e alla vittoria-apoteosi ottenuta davanti tripudio degli oltre 4000 jesini accorsi al Palasport di via Tabano il 21 maggio 1997.
Nelle sue esperienze in A/2 e Legadue la Sicc prenderà sempre parte ai play-off finali, diventando oggi una della squadre di riferimento nella seconda lega professionistica. Le stagioni 99/2000 e 2003/2004 sono state quelle in cui la squadra ha ottenuto i migliori risultati di sempre; la prima è stata quella della partecipazione alla final eight di Coppa Italia, la seconda quella della promozione in lega A, dopo una avvincente serie di play-off contro la FuturVirtus Bologna.

E’ stata proprio la cocente delusione della mancata promozione, al termine del campionato 99/2000 a dare ossigeno alle ambizioni della società, che dopo l’insuccesso si è data una organizzazione ancor più all'altezza di un campionato di stampo professionistico, sono stati consolidati i rapporti con alcuni sponsor storici, su tutti la Banca Popolare di Ancona, che ha legato il suo nome alla Sicc sin dalla prima stagione di A/2. Dopo l'uscita di scena nelle semifinali play-off della stagione 2002/03 contro Teramo (la serie, seguita dalle telecamere di Raisport Sat, è stata comunque un'ottima vetrina per le qualità dell'ambiente del basket iesino), la Sicc BPA si è presentata ai blocchi di partenza rinnovata, ma ancora indossando i panni della protagonista. La stagione 2003/04 ha dato il pass per la serie superiore, al termine di un campionato che ha visto la squadra dell’esordiente coach Gresta sempre tra le protagoniste.

Dopo il 3 a 2 su Scafati e il 3 a 0 su Montecatini, la finale contro la Carisbo Bologna (società che ha ereditato il titolo della gloriose V nere acquistando il titolo sportivo del Castelmaggiore) ha sancito una cavalcata trionfale.
Il 2 a 0, conquistato in casa in un autentico bagno di folla tutta in gialloverde (palasport tutto esaurito), ha spianato la strada al sonoro +25 inflitto ai felsinei al PalaMalaguti davanti a 7500 spettatori, di cui 1000 coloratissimi jesini. La risposta più eloquente a dichiarazioni e polemiche, spesso presuntuose, che avevano caratterizzato la vigilia da parte di alcuni esponenti virtussini. La sfida della Lega A, per la Sicc BPA ha coinciso forse con la stagione più sfortunata della propria storia. La stagione piena con fisiologiche difficoltà di ambientamento, culminate con l’esonero di Luigi Gresta al quale è subentrato un plurititolato come Slobodan Subotic, ha avuto un finale che definire amaro è riduttivo.

Nelle ultime sette gare, infatti, l’Aurora si è vista più volte portare via i due punti meritati sul campo da decisioni dei direttori di gara che hanno lasciato più di un dubbio. La permanenza nella massima serie è così stata mancata di un soffio, in un’annata in cui la quota salvezza è stata la più alta degli ultimi tre lustri.
Nelle ultime sette gare, infatti, l’Aurora si è vista più volte portare via i due punti meritati sul campo da decisioni dei direttori di gara che hanno lasciato più di un dubbio. La permanenza nella massima serie è così stata mancata di un soffio, in un’annata in cui la quota salvezza è stata la più alta degli ultimi tre lustri. La stagione 2005/2006 segna una svolta epocale nella storia aurorina, in quanto si chiuderà, dopo sedici anni di successi, l'era Sicc cucine. L'annata si apre con l'annuncio dell'arrivo di uno dei più accreditati allenatori del panorama nazionale: Luca Banchi. Il mercato giocatori è segnato dall'arrivo di un giocatore africano di nome Romain Sato, ala-piccola uscita da Xavier University che ha passato l'ultima stagione a fare da sparring partner in allenamento a Manu Ginobili ai San Antonio Spurs, poi vincitori dell'anello Nba. Insieme a lui arriva dagli Usa la guardia Ray Wheathers, il quale però viene subito bloccato alle visite mediche per problemi al cuore.Lo staff tecnico decide di investire su di lui e aspettare che ottenga l'autorizzazione. Intanto, per l'inizio del torneo, viene preso a gettone Mike Watson (che l'anno successivo lascerà il basket per entrare in seminario), il quale non sfigura. Ottenuto l'ok, Weathers rientra, ma non convince e a Natale non rientra dagli States. Al suo posto arriverà Sheiku Kabba. Il 29 marzo 2006, però, un incidente d'auto notturno vede coinvolti seriamente tre giocatori: Brian Montonati, Tony Dorsey e lo stesso Kabba. Da quel momento in poi la Sicc Bpa , senza i tre americani, perderà tutte le partite fino alla fine della regular season (4). Nonostante tutto entrerà ai play-off come ultima del ranking, perdendo tuttavia 3-0 contro Ferrara, riuscendo anche a perdere gara-3 al PalaTriccoli in superiorità numerica di 3 contro 5 alla fine del 2° supplementare. Proprio a metà di quella disgraziata partita del 5 maggio 2006, un attacco cardiaco coglie il patron Latini all'interno dell'impianto. Per fortuna i soccorsi repentini riescono a evitare il peggio, ma è l'episodio che fa maturare alla famiglia Latini la decisione di abbandonare il basket. L'annuncio viene dato da Gianluca e Francesca Latini, figli di Alfiero, il 16 maggio durante una conferenza stampa. Per l'Aurora è la fine di un'era importantissima.

L'allestimento della squadra della stagione 2006/07 parte in ritardo, perché nella prima parte della stagione si lavora alacremente per creare una compagine societaria "indigena" che possa rilevare le quote della famiglia Latini e scongiurare il pericolo che il titolo sportivo dell'Aurora migri verso altre piazze (in molte si erano fatte avanti) e che si sancisca così la fine del basket a Jesi.
Grazie all'impegno di una compagine di volonterosi imprenditori e "piccoli soci", guidati da Livio Grilli dell'Apra informatica che di fatto si sobbarca l'onere di fare da colante, portavoce e garante dell'operazione, le quote aurorine dell'Aurora passano di proprietà davanti al sindaco Belcecchi in una cerimonia che si tiene il 28 giugno 2006. Per l'Aurora inizia una sorta di seconda vita. La società comunque è finanziariamente solidissima. Tre giorni prima dell'inizio del campionato arriva anche lo sponsor principale che affianca la Bpa: la Fileni di Giovanni e Roberta Fileni che già fanno parte della cordata di imprenditori che hanno rilevato la società. Viene preso come direttore sportivo Dario Bocchini, come coach torna Subotic, che aveva lasciato un buon ricordo nell'anno della sfortunata retrocessione dalla A1, l'obiettivo unico dichiarato è la salvezza.

Punti fermi Rossini, Maggioli e Casini, arrivano dagli States il tiratore Stanton e una guardia Rush, di cui si dice benissimo dopo il 5° record annuale di realizzazioni della Ncaa. Stanton non convince e viene tagliato a novembre per far posto a un rivale storico dell'Aurora: Ryan Hoover. La squadra stenta ed a dicembre Subotic si dimette dopo il -20 interno contro Fabriano. Arriva Capobianco e la squadra si scuote subito andando a vincere incredibilmente sul campo della corrazzata Rieti (che poi verrà promossa direttamente in A1). Nel girone di ritorno la Fileni Bpa si rende protagonista di una cavalcata super ed accede ai playoff all'ultima giornata proprio a scapito dei cugini del Fabriano Basket. Nei quarti di finale trova Caserta, che ha perso la promozione diretta in A proprio all'ultima giornata. Ma l'Aurora è lanciatissima e si aggiudica la serie 3-1, ottenendo il passaggio proprio sul neutro di Osimo, dove era stata costretta a migrare causa l'indisponibilità del PalaTriccoli per l'impegno interno contemporaneo della pallavolo femminile. Nonostante ciò si spostano da Jesi in ben 2700 ed è una festa bellissima proprio nel palasport intitolato all'indimenticabile coach aurorino Alessio Baldinelli. In semifinale la Fileni trova l'altra sorpresa Pavia. Le gare sono tutte tiratissime. Pavia va avanti 2-0. Jesi pareggia con il doppio turno casalingo vincendo gara-3 e gara-4 di un punto. A Pavia per gara-5 salgono in 400 nonostante i chilometri, il giorno lavorativo e l'orario notturno. In 700 sono invece davanti allo schermo gigante allestito a piazza delle Monnighette, a testimoniare che il pubblico jesino si è ricompattato intorno ad una squadra molto coesa e grintosa ed al suo coach che in pochi mesi è già ai massimi indici di gradimento della storia della pallacanestro jesina.

Anche la gara-5 è molto equilibrata, ma alla fine la spunta Pavia. La finale con la Scavolini Pesaro non ci sarà, ma la Fileni Bpa esce comunque a testa alta e tra gli applausi del pubblico in una stagione di transizione.
Nella stagione successiva (2007/2008) la Fileni BPA, arriva ad un passo dal ritorno in A/1; la società mette nelle mani del riconfermato Capobianco, una squadra di grande valore, con la conferma di Lupo Rossini, Maggioli, Maestranzi, Hoover, Cantarello, Eliantonio, Farrington, con un arrivo di grande qualità, Moss e l’inserimento del giovane Bonessio. E’ ovvio che con un organico di questo valore è lecito pensare in grande, ed in effetti, a metà stagione, la Fileni BPA conquista la Coppa Italia di Legadue, battendo in finale, proprio sul suo campo una ambiziosa Ferrara, che a fine campionato salirà in A/1. Ma le emozioni non sono esaurite, dopo aver chiuso la classifica all’8° posto, iniziano i play-off. La squadra elimina con un secco 3-0 Sassari, vincendo i due incontri in terra di Sardegna, la stessa sorte, in semifinale, tocca a Reggio Emilia – 3-1 la serie. La decisiva vittoria in gara-4 arriva grazie a due tiri liberi di Hoover allo scadere (70-69), ma la cosa più bella la fa Lupo Rossini, nell’azione precedente, rubando palla, in tuffo, al play avversario Young. La finale mette la Fileni BPA di fronte ad un Caserta, sulla carta imbattibile, il subentrato coach Frates, ha ottenuto di poter rivoluzionare tutto l’organico, con grandi individualità, giocatori ai quali la Legadue sta indubbiamente stretta. Capobianco sa di poter contare, e non è cosa da poco, sulla grande forza del gruppo. Perse gara-1 e gara-2 a Caserta, in un ambiente carico a mille per la possibilità di un ritorno in A/1, e praticamente senza tifosi al seguito, la Fileni BPA conquista una spettacolare gara-3 in un pala Triccoli, ovviamente esaurito, e, due giorni dopo, prepara l’assalto decisivo per portare Caserta a gara-5, spostando addosso ai campani tutta la pressione psicologica.

Come nel match precedente, al pala Triccoli, è grande spettacolo e sugli spalti c’è grande partecipazione, nelle due tifoserie, che si danno “battaglia” senza il minimo problema di ordine pubblico. Il match si decide proprio a fil di sirena, vince Caserta per 72-70, ma il tiro della vittoria di Hoover, balla per un interminabile secondo sull’anello del canestro ospite, finendo fuori. Jesi esce a testa alta, da un confronto, almeno sulla carta, sin troppo scontato, favore di Caserta. Anche la stagione successiva vede ai nastri di partenza una squadra forte ed ambiziosa: sono partiti per altri lidi alcuni dei “pezzi” migliori, coach Capobianco, Moss, Hoover, rimpiazzati da Cuffee e Ryan. Sotto la guida di coach Zanchi, un gradito ritorno il suo, La Fileni BPA gioca un buon girone di andata, che le permette anche di salire in testa alla classifica e di giocarsi la leadership del campionato sul campo della plurititolata Varese, uscendo sconfitta solo dopo un supplementare, pur avendo avuto decisamente in mano il match, nei tempi regolamentari. Da quel momento in poi, complici anche alcuni infortuni, la squadra subirà una pericolosa flessione, che porteranno anche all’esonero di Zanchi, sostituito dal suo assistente Ciaboco. La squadra riesce comunque a centrare l’obiettivo play-off, eliminata proprio dalla squadra che salirà in A/1, Sassari.

E’ una serie di play-off estremamente equilibrata e combattuta, dopo i primi due incontri in terra sarda, la serie è sull’ 1-1, Jesi confida nei due match del pala Triccoli, per chiudere la serie, ed in effetti conquista gara-3. Il match successivo è però appannaggio di Sassari, che conquista la bella (107-109), dopo un match nel quale viene contestato apertamente l’operato degli arbitri, anche gara-2 si era chiusa con polemiche addirittura ancora più accese da parte dei sardi. La bella va comunque meritatamente alla squadra di casa che dovrà però rimandare la promozione in A/1 all’anno successivo. Definire la stagione successiva, una delle più strane nella storia dell’Aurora basket, è probabilmente poco. Non basteranno due allenatori, Vanoncini e Bartocci, non basteranno due “tagli”, Boykin e Paulinho, tre innesti in corso di stagione, Gabini, Strickland e Shannon, per dare una vera identità ad una squadra, orfana, ad inizio di stagione, di Maggioli, salito in A/1 alla Virtus Bologna. Il problema principale è che, nonostante buone individualità, non si creerà mai una vera chimica di squadra, e, a suon di alti e bassi, salterà la panchina di Vanoncini; neanche Bartocci riuscirà a raddrizzare una barca, destinata verso una pericolosa deriva, anzi, la Fileni BPA, arriverà, veramente a sorpresa, a doversi giocare la salvezza, proprio all’ultima giornata (2 maggio 2010), di fronte al proprio pubblico, contro la gloriosa Reyer Venezia, che dimostrerà di avere più voglia di vincere, lasciando alla squadra di casa il penultimo posto in classifica. Il resto è storia recente: un ripescaggio ha rimesso ancora in pista, nel campionato che sicuramente più le appartiene, l’Aurora basket; un ripescaggio ottenuto non certo a caso. La solidità della società, la tradizione della stessa ad aver sempre rispettato i propri impegni economici, la lunga serie di successi, la competenza e civiltà dell’ambiente sportivo jesino, sono stati certamente, tra gli argomenti decisivi.

Esito delle stagioni dell'Aurora Basket, 1966 ad oggi
Stagione Categoria Esito
1966-1967 I Divisione Regionale 2° classificata
1967-1968 I Divisione Regionale 4° classificata
1968-1969 Promozione Regionale 8° classificata
1969-1970 Promozione Regionale 7° classificata
1970-1971 Promozione Regionale 3° classificata
1971-1972 Promozione Regionale 3° classificata
1972-1973 Promozione Regionale ?
1973-1974 Promozione Regionale Promossa in D
1974-1975 Serie D 4° classificata
1975-1976 Serie D Poule salvezza
1976-1977 Serie D Poule salvezza
1977-1978 Serie D Poule promozione
1978-1979 Serie D Poule salvezza
1979-1980 Serie D Promossa in Serie C2
1980-1981 Serie C2 Poule promozione
1981-1982 Serie C2 Finale poul promozione
1982-1983 Serie C2 1° turno playoff
1983-1984 Serie C2 Promossa in Serie C1
1984-1985 Serie C1 Retrocessa in Serie C2
1985-1986 Serie C2 Promossa in Serie D
1986-1987 Serie D 4° classificata
1987-1988 Serie D 8° classificata
1988-1989 Serie D 3° classificata
1989-1990 Serie D Promossa in Serie C
1990-1991 Serie C 8° classificata
1991-1992 Serie C 6° classificata
1992-1993 Serie C 5° classificata
1993-1994 Serie C 9° classificata
1994-1995 Serie C Promossa in Serie B2
1995-1996 Serie B2 Promossa in Serie B1
1996-1997 Serie B1 Promossa in Serie A2
1997-1998 Serie A2 Quarti playoff
1998-1999 Serie A2 Quarti playoff
1999-2000 Serie A2 Finale playoff, Final Eight Coppa Italia
2000-2001 Serie A2 Semifinale playoff
2001-2002 Legadue Semifinale playoff
2002-2003 Legadue Semifinale playoff
2003-2004 Legadue Promossa in Serie A1
2005-2005 Serie A1 Retrocessa in Legadue
2005-2006 Legadue Quarti playoff
2006-2007 Legadue Semifinale playoff
2007-2008 Legadue Finale playoff, vincitrice Coppa di Lega
2008-2009 Legadue Quarti playoff
2009-2010 Legadue 13° classificata
2010-2011 Legadue