Sito ufficiale
LUCA BERNARDI



Home

Chi sono

Contatti

   

Email
bernardi.luca86@alice.it

Skype
lucas4168

Pubblicazione in creazione
Scrinium

Le mie altre pubblicazioni
La nostra luce in

Prefazione in

La mia Jesi

L'Arte della cucina

Poesie e Dediche

Biliardo




“Deus meus adiuva me. Una stalla per cavalli e una cantina per il vino in estate, questi potrieno esser la Chiesa e la canonica. La Chiesa è tutta umida, infracidita e mucida, rifugio di topi. Non da meno la Casa Parrocchiale, buia e nera di fumo, e fracida anch’essa. Deus meus adiuva me. Oh Signore, dammi la forza..questa è la parrocchia che mi desti in affido? Un tempo dicesti a Frate Francesco di aggiustare la Tua Chiesa. E’ questa la mia missione?” così si interrogava Don Cristoforo Agostinelli, mentre incedeva sconfortato all’interno della Chiesa di San Pietro, nell’anno del Signore 1746. Due anni trascorsero, ed egli resistette alla tentazione di rinunciare alla parrocchia. Lui era il pievano, quella era la sua parrocchia, era la sua missione. Di fronte a lui ora, nell’anno del Signore 1748 il M.ro Gaetano Fammelume stava parlando, illustrandogli sulla carta il progetto della nuova fabbricazione.  “Deus meus adiuva me..dove troverò tanti scudi?? La rendita della Parrocchia è a malapena sufficiente allo mio sostentamento…sono due anni che getto denari nella Ruota di Roma..ora basta..basta..non c’è frutto né fonte di vincita in questa vile strada del gioco.. ” Don Cristoforo salutò il bravo architetto e procedendo con i disegni sotto braccio sospirava al cielo le sue preoccupazioni. Aprì la Bibbia  e gli apparve una pagina del Vangelo di Marco, al capitolo 12, versetto 41. “..E sedutosi di fronte al tesoro, osservava come la folla gettava monete nel tesoro. E tanti ricchi ne gettavano molte. Ma venuta una povera vedova vi gettò due spiccioli, cioè un quattrino. Allora, chiamati a sé i discepoli, disse loro: «In verità vi dico: questa vedova ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri. Poiché tutti hanno dato del loro superfluo, essa invece, nella sua povertà, vi ha messo tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivere». Don Cristoforo rimase fermo, con il cuore che martellava nel petto. Una nuova certezza ora pervadeva il suo animo e dava saldezza allo spirito. Che stolto era stato..che sordo e cieco era..il Signore non lascia mai soli..Egli lo ha detto..”Venite a me voi tutti che siete affaticati ed oppressi..”…quale immensa sciocchezza era stata tentare la via terrena del gioco del Lotto..e non invece affidarsi..tanto semplicemente..alla Sua Provvidenza? Dio vede e provvede…chi meglio di lui, il pievano, doveva saperlo?? Con il viso illuminato e il piede leggero raggiunse la sua Chiesa, trovò la cassetta delle elemosine e il registro, e si accinse ad affidarsi alla pietà dei cittadini più pii e devoti, confidando nella Provvidenza del Signore. E la prima elemosina fu uno scudo datogli da una povera donna che vivea coll’aver del telaro tessendo panni… e di poi da quella innumerevoli altre…
Il 30 Giugno, dopo la festa di San Pietro, nell’anno del Signore 1749, si pose inizio al cantiere della fabbrica, avutone il permesso da Monsignor Antonio Fonseca, vescovo della città. 10 anni. Tanto ci volle. Ma il 29 Giugno 1759 la Chiesa era pronta. “Tutti..sono venuti tutti”..dicea tra se Don Cristoforo con le lacrime agli occhi, guardando la grande folla di cittadini riunita per l’inaugurazione. La nuova Chiesa ne accoglieva a malapena un terzo. Molti di essi reggevano in mano le torce accese. E c’erano davvero tutti. I Parrocchiani benché poveri, il Capomastro, i muratori, gli Artieri della Fabbrica, i servitori del Magistrato e della Nobiltà, sei Nobili giunti senza alcun invito, dodici sacerdoti e tutti i padri Domenicani la cui Chiesa aveva ospitato il Santissimo Sacramento durante i lavori. “..sono venuti tutti..” ripeté Don Cristoforo..e alzando gli occhi umidi al cielo soggiunse..”Deus meus..me adiuvasti”. E si unì alla folla.
Nel novembre 2014 ho avuto il meraviglioso onore di scrivere, in collaborazione con Daniele Z., la prefazione del libro La Chiesa di San Pietro Apostolo in Jesi Un'antica pieve nel cuore della città di Maria Cristiana Zanotti.