Veterano dell’esercito romano, Floriano venne distaccato nel Norico Ripense (alta Austria) dove ricoprì incarichi di comando. Convertitosi al cristianesimo fu vittima delle persecuzioni in seguito al IV editto anticristiano di Diocleziano. Nel 304 Floriano si trovava a Cetia, ad un centinaio di chilometri da Lauriaco (Enns-Lorch), da dove giunse la notizia dell’arresto di un folto gruppo di cristiani “i quaranta martiri”; Floriano si mise in viaggio per associarsi agli imprigionati e condividerne il destino. Giunto al ponte, nei pressi del castello, incontrò i suoi ex commilitoni e ad essi si consegnò dichiarandosi cristiano. Condotto al cospetto del governatore Aquilino, non rinnegò la propria religione, e, condannato alla flagellazione, gli furono stritolate le spalle con ferri acuti; il beato Floriano, però, continuava a glorificare Dio. Il 4 maggio fu ricondotto al ponte per essere gettato nel fiume Anesius con una grossa pietra legata al collo. Le tradizioni antiche narrano che il fiume, dinnanzi al martirio di Floriano, si ritirò come spaventato e le onde deposero il corpo su di una roccia, dove un’aquila lo protesse con le sue ali aperte. In seguito, la cristiana Valeria, ritrovate le spoglie del martire, ne diede una degna sepoltura nel luogo dove sorse, in memoria e a custodia, il grande santuario di St. Florian e il monastero annesso. In seguito alle invasioni del Norico, dopo il 488, e la fuga delle popolazioni romane stanziate lassù, ormai cristiane, le reliquie dei martiri di quella terra vennero messe in salvo dagli esuli scampati e portate prima in territorio del Patriarcato di Aquileia, poi fino a Roma. Dal 1183, per richiesta del Re e dono del Papa, le reliquie di San Floriano sono conservate a Cracovia ove il duca Casimiro di Polonia edificò in onore del martire una splendida Basilica. Il suo culto, molto popolare in Austria, in Baviera ed in Tirolo, si diffuse probabilmente per merito dei longobardi; ricordato il 4 maggio, data del martirio, è invocato contro gli incendi, le inondazioni e le calamità naturali.