| FESTA
DI SAN SETTIMIO |
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La
maggiore festa che si celebra a Jesi (22
settembre) nel nome del patrono della
città, anche se ha perduto molto del carattere religioso che nei secoli
passati
ne rappresentava l'aspetto fondamentale. Le sue origini si fanno
risalire al
1200, ma solo nella seconda metà del 1500 la festa venne intitolata a San Settimio, dopo il ritrovamento
delle ossa del santo, e soltanto nel 1573 divenne festa di precetto.Nel giorno
della festa, la cattedrale, dove si celebrano funzioni solenni,
risplendeva del suo
più bel fulgore: la
chiesa
veniva addobbata "con ricchi damaschi messi a trine e galloni d'oro, la
copiosa luminaria disposta in vaga simmetria di festoni, ghirlande e
pensili
lampadari a goccioline di cristallo, la nobiltà dei sacri arredi che
adornavano
specialmente l'altare del santo e i ceri che vi ardevano, i sontuosi
paramenti
dei sacri ministri". |
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In città, in campagna e nel Contado, dai vespri del
sabato ogni lavoratore dove-va astenersi da tutti i lavori e faccende;
nessun mercante o bottegante poteva tenere aperta la sua bottega o il suo fondaco. Tradizionali, oggi, sono il
concerto bandistico in piazza nel pomeriggio, l'estrazione della tombola nella tarda serata e infine
l'opera lirica al teatro Pergolesi. Per la festa di San Settimio è
consuetudine
per molti jesini lontani il ritorno nella città d'origine per ritrovare
parenti
ed amici e per rivedere i luoghi conosciuti. All'indomani della festa
iniziano
le fiere di San
Settimio. |
| FIERE
DI SAN SETTIMIO |
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Anticamente
erano dette più semplicemente Fiere
di
Jesi. Solo nel corso
del 1600, dopo il ritrovamento del corpo del martire,
cominciarono ad essere chiamate di San Settimio:
nel 1635 il Consiglio Generale di città
era chiamato a deliberare sulla proposta di istituire una fiera per la
Festa di San Settimio. Allora le fiere
avevano una durata ben maggiore di quella attuale: nel 1304 iniziavano
il 22
settembre e terminavano il 15 ottobre. |
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Da parecchi anni sono limitate a
tre
giorni: il 23, 24 e 25 settembre, durante i quali le vie del centro
sono
letteralmente invase dalle bancherelle
dei rivenditori, in parte ora dirottate anche nella zona del campo
boario e (la
fiera degli uccelli) in prossimità del parco pubblico.Ed eccezionale è
ogni
anno l'affluenza delle persone, in arrivo per l'occasione, oltre che da
tutta
la Vallesina, da molti centri della provincia. |
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Negli ultimi decenni il
numero
degli espositori è stato in netto aumento: dai 210 del 1960 già nel
1966 si era
passati a 477, ad oltre i 540 negli ultimi anni, provenienti da varie
regioni
d'Italia, dalla Lombardia alla Campania.
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| Fonte:
Giuseppe
Luconi e Paola
Cocola, Conoscere Jesi -
Guida alla conoscenza delle persone e delle cose, della storia e delle
tradizioni della tua città, 2007. |

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